Poggio d’Api


Alle falde della Macera della Morte, ne cuore della valle del Chiarino, da cui si gode una delle visioni più suggestive del monte Vettore e de: Sibillini.

Il nome significa semplicemente colle dell api. Le case sono di origine cinquecentesca. Su ur architrave con decorazioni e stemma prelatizio scolpita la data 1526: 6 quanto resta della vecchia chiesa in mezzo al paese; su un architrave di finestra piuttosto consunto.

Il nome Api compare la prima volta nel 1052 tra le “corti” confermate da Leone IX al vescovo di Ascoli ed e ripetuto nelle carte successive dello stesso tenore.

Nel 1154 Podium de Ape era feudo, con altri villaggi, di Berardo Sinibaldo dei Camponeschi. Nei XIII-XIV sec. la zona e frequentata da eremiti, tra cui it leggendario s.Amico (ricordato da un Oratorio di questo nome sopra Colle di Arquata), e Angelo da Fossombrone, fondatore dei Clareni, che avrebbe dimorato in s.Maria in Chiarino, sui contrafforti di Pizzo di Sevo, lungo la mulattiera per la alla Macera della Morte; in questa chiesa sarebbe sepolto s.Amico, come si evince da una carta ritrovata durante la visita pastorale del 1580, dove si leggeva: HIC EST AMICVS DEI, QVI BENE PLACVIT EL 1524.

Nel 1459 Francesco Andreucci di Poggio d’Api lasciava una somma alla chiesa del suo paese e a s.Maria de Clarino.
Sul finire del secolo il villaggio era abbastanza prospero e si costruivano case, come testimonia la presenza di maestri lombardi in paese.

Un secolo dopo, in condizioni ben tristi, inasprite dall’irrigidimento del clima, da Poggio d’Api e dalle villette intono partiva per il viterbese una comitiva di 500 persone.

Un esodo biblico se si pensa che al’epoca Poggio d’Api, con le ville di Piano, Vallebassa e Pignaverde, ne contava pochi di più.

Dentro il paese vi era la chiesa di s.Rocco, con affreschi assai rovinati gia nel 1580, quando dipendeva dal Seminario di Ascoli.

Nel 1635, il giorno 11 agosto, su Poggio d’Api piombano 40 briganti e lo saccheggiano.

Nell’Ottocento qui risiedevano le “preposte”, ossia le guardie preposte alla sorveglianza dei confini e delle strade del contrabbando.

Dal punto di vista culturale, Poggio d’Api e stato ed e tutt’ora uno dei centri più vivi della poesia a braccio e il limite della sua diffusione nel confinante Piceno.

Tra i protagonisti di questa nobile tradizione vanno annoverati, e sono gia passati alla storia, i poggiodapesi Francesco Lalli detto Franchino e una schiera di Casini: Angelo di Ottavio, i fratelli Elia, Felice e Francesco e it figlio di quest’ultimo Pietro. Nella nuova chiesa di s.Maria del Piano, costruita nel 1948, Croce astile rinascimentale di oreficeia ascolana (cm 29 x 43), rifatta nell’Ottocento e custodita presso una famiglia del paese; di originale conserva solo it Crocfisso e l’impugnatura in cui si legge: DEVOTIONE M.550 TEMPORE D[omini] MAURITII GALLI RECTORIS ECCLESIE SANCTE MARIE DE PODIO APUM (non vi monogramma benardiniano con la scritta IN NOMINE JESU 0 [mn]E GENUFLECTATUR, segnalato in una ricognizione del 1950).

Non si sa che fine abbia fatto un Calice di rame sbalzato con nielli e la scritta MATER DEI MEMENTO MEI. TEMPORE D[omi]NI MAURITII, e in un niello la data 1545; nel 1950 era custodito da una famiglia Casini.

In questa chiesa era anche custodita una veneratissima Madonna col Bambino, detta anche Madonna del Piano (dalla chiesa di s.Maria del Piano, da cui proveniva), statua in legno dipinto di scuola umbro-spoletina (XIV sec.), ora nel municipio di Accumoli (stanza del sindaco). Tutti gli oggetti gia segnalati, provengono dalla Madonna del Piano, ma non si capisce bene se da quella che stava in paese o da quella in località Piano, fuori dall’abitato, dove oggi il cimitero (peraltro in abbandono). Certamente dalla chiesa del Piano proviene la campana, che ha forma allungata e un’iscrizione in caratteri gotici, certamente la piu antica della zona, prodotta da una fonderia ascolana e datata [M]CX.0 =1190.

Nei dintorni: Fonte Cannelle, sorgente diuretica, che da tempo si vorrebbe utilizzare al meglio; Castello, con la chiesa di s.Maria (già cadente nel 1580), ricorda un qualche fortilizio; Madonna del Piano o semplicemente Piano, luogo del primitivo insediamento (Casarene), villa abitata ancora alla Fine del ‘500 e dove oggi restano le rovine della chiesa seicentesca di s.Maria del Piano e del grazioso campanile a vela che l’affiancava; S.Pietro (tra Colle e Poggio d’Api), S.Silvestro e Casco delle monache ricordano presenze eremitiche maschili e femminili nella zona, come altrove nel medioevo; Fonte S.Antonio, sorgente diuretica, nei pressi di Vallebassa, (ancora abitata nel 1580), con la chiesa di s.Antonio; Pignaverde, con la chiesa di s.Giovanni (1580), ancora abitata nel 1580 e alla quale la tradizione lega l’origine di Poggio d’Api e di Grisciano.

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Pagina aggiornata il 25/02/2016

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